Il decreto carburanti bis o DL n 42/2026 ha previsto tra le altre, una misura agevolativa per il settore agricoltura.
Si tratta di un credito di imposta per far fronte alla emergenza del caro carburanti, vediamo a chi spetta e quali sono le regole per averlo.
Tax credit gasolio agricoltura 2026: beneficiari e importo
Il Tax credit fino al 20% per il carburante in agricoltura è stato introdotto dall articolo 1, comma 1, lettera b), del Dl 42/2026 del 3 aprile 2026, inserendo l’articolo 8-ter nel Dl 38/2026.
Esso destina 30 milioni alle imprese agricole per attenuare il rincaro del costo di gasolio e benzina per l’alimentazione dei mezzi utilizzati per l’esercizio delle attività agricole sostenuto nel marzo 2026 e documentato dalle relative fatture d’acquisto.
Essenzialmente si tratta di un credito d’imposta che potrà arrivare fino al 20% della spesa sostenuta al netto dell’Iva, e la variazione è in funzione del limite di spesa secondo criteri dettati da specifico decreto Masaf/Mef da adottare entro il 4 maggio prossimo.
Lo stesso decreto dovrà stabilire le procedure di domanda per l’aiuto, gli adempimenti documentali, nonché le regole per controlli e eventuali revoche.
Viene già precisato che il credito d’imposta sarà utilizzabile in compensazione entro il 31 dicembre 2026, non sarà imponibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap, e potrà cumularsi con altre agevolazioni.
Per quanto riguarda i beneficiari non ci sono esclusioni soggettive in base ai regimi fiscali adottati e beneficeranno dell’aiuto tutti gli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del Codice civile che, al di là della forma giuridica rivestita, svolgono le attività di coltivazione, selvicoltura, allevamento e a queste connesse.